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INTERVISTA A REALITY & SHOW Non parlate di vacanze estive a Claudio Lippi. "E' dal '64 che lavoro d'estate", vi risponderebbe. Il conduttore milanese è in tour per tutta l'Italia con un tour nel quale fa conoscere al pubblico le sua peculiarità da cantante, con l'intensità e la bellezza del repertorio di Domenico Modugno, e quelle da conduttore, con un quiz gastronomico sulla scia de La prova del cuoco.
"Lo spettacolo è diviso in due parti. La prima parte è un'ora di repertorio di Domenico Modugno rivisitato e con il racconto della sua storia. La seconda parte è un gioco 'a La prova del cuoco' con una quarantina di concorrenti selezionati durante la settimana. Giocherò con loro ad un quiz di natura gastronomica".
Ti stai allenando per sostituire Antonella Clerici?
"Antonella è insostituibile per molteplici motivi. Anzitutto per la sua bravura, La prova del cuoco è un programma che conduce da quattordici anni. Dovesse chiedermelo qualcuno, direi di no".
Tornando a Domenico Modugno. Hai pubblicato un album dedicato a lui, Volare è meraviglioso...
"L'album sta avendo un buon risultato attraverso le piattaforme digitali come iTunes o Amazon. Sta ottenendo un buon successo all'estero: in Cina sta vendendo molto di più che in Italia. Il nome Modugno è ancora vivo in tutto il mondo. Noi - esclusa la fiction interpretata da Beppe Fiorello - perdiamo la memoria dei grandi. Nel blu dipinto di blu è il secondo brano più suonato in tutto il mondo, dopo White Christmas. L'Italia, oltre alla pizza e ad altri luoghi comuni, è rappresentata da Volare e da quel genio di Modugno".
Da dove nasce la tua passione per Mimmo?
"Dalla sua conoscenza. L'ho visto vincere Sanremo nel '58, avevo 13 anni. Per un tredicenne come me era uno schiaffo che, poi, ho rivissuto con i Beatles sei anni dopo. Lì mi sono innamorato della sua grinta. Poi ho avuto la possibilità di fare un 'musicarello' con lui: ebbi modo di conoscere il vigore, la passione, la voglia di vivere, la capacità di entusiasmarsi di quell'uomo che ho amato. Così come ho amato Corrado che per me è stato un faro".
Su Twitter, poche settimane fa, hai scritto: "Bisogna morire per essere ricordati". Il riferimento ero a Studio 5 e alle tante dimenticanze del programma di Alfonso Signorini...
"Non voleva essere una polemica. Non volevo parlare soltanto della dimenticanza di tanti nomi in questa presunta storia dei vent'anni di Fininvest. Spesso noi, come Paese, ci ricordiamo delle persone e facciamo grandi celebrazioni più dopo la morte che durante la vita. Volevo riferirmi anche al caso del povero Califano che ancora non ha sepoltura, quando tutti si sono dichiarati suoi amici appena dopo la morte".
C'è tanta ipocrisia.
"E' una cattiva abitudine, soltanto e molto italiana. E' chiaro che il dopo-morte chiama a raccolta la memoria dei cari e degli amici, ma noi la memoria la perdiamo presto. Di Califano non si parla più".
C'entra il disvalore della meritocrazia?
"E' così. Ricordo le raccomandazioni di una volta - e l'anagrafe mi permette di dirlo, con il rispetto di tutti - che venivano fatte dai potenti, ma veniva raccomandato solo chi valeva ed aveva talento. Era un'autostrada privilegiata, ma giusta. Temo che oggi, spesso, avvenga il contrario. Si collocano persone senza pensare se sono adeguate al posto che vanno ad occupare. Il merito è andato a farsi benedire e questo lo pagano i giovani che lavorano sodo e, alla fine, vengono superati da chi ha avuto la famosa 'spintarella'".
Niente vacanze per quest'estate?
"E' dal '64 che lavoro d'estate. Se ti abitui a non fare le vacanze, ti annoi quando le fai. Patisco anch'io la maledetta crisi, però vedo del movimento. Certamente si sono ridotte le serate rispetto a quattro anni fa quando partivo in tour a metà giugno e finivo a metà settembre".
A settembre tornerai a La prova del cuoco?
"Credo di sì. Nessuno mi ha detto di no, ma nessuno mi ha detto cosa fare e se tornare. Ho avuto solo la conferma, ancora non contrattualizzata, per Tale e quale show".
Dall'altra parte, su Canale 5, non ci sarà più Rita Dalla Chiesa che è passata a La7.
"Mi ha sorpreso moltissimo. Sono felice per lei perché tornerà a fare il suo naturale lavoro, quello della giornalista. Mediaset lascia andar via Rita Dalla Chiesa e non mi sembra un segno positivo, non vorrei fosse un segnale di una recessione. Mi dispiace".
Manchi solo tu alla corte di Cairo...
"Sto portando avanti dei progetti, alcuni dei quali credo siano giusti per La7. Ma ormai non mi propongo più, aspetto che mi chiamino perché non ho più la voglia di tentar di spiegare quello che intendo io e l'80% dei telespettatori per televisione. Ormai abbiamo la televisione imbastita di politica. Invece di farla, se ne parla: ne parla chi dovrebbe farla, ne parla la parte giornalistica chiamata a provocare...".
Tante parole e pochi fatti...
"Pochi giorni fa ho visto un litigio fra la signorina Biancofiore e Civati, quindi PDL e PD. Il gioco della litigata e poi della presa per mano per governare insieme ha stancato gli italiani. Non voglio fare l'antipolitico, ma sono fenomeni che dovrebbero far riflettere. Il problema è che non li manda via nessuno perché quelle poltrone sono attaccate ai loro benedetti posteriori. Ti fanno passare la voglia di sorridere".
Intanto è uscito il cast di Tale e quale. Compaiono Frizzi, Amadeus, Roberta Lanfranchi.. Chi sei più curioso di vedere all'opera?
"Io sono curioso di vedere tutti perché conosco la fatica che i concorrenti fanno durante la preparazione dei personaggi, con il grande supporto dei truccatori e dei coach. C'è qualcuno più privilegiato nel canto, ma non è fondamentale perché bisogna saper entrare nello spirito del personaggi. Sarà un'altra edizione felice, lo spero per Carlo Conti e per la rete".
La vera rivelazione della scorsa edizione è stata Gabriele Cirilli?
"Ha goduto di aver fatto Psy in una versione ancor più divertente dell'originale. L'hanno, addirittura, inflazionato perché ovunque era costretto a ripetersi. Cirilli meritava un'opportunità del genere perché sono molti anni che si propone. Anche se, devo dire la verità, non ho ben capito quale fosse il suo ruolo all'interno di Red or Black. A volte si rischia di bruciare dei talenti".
Nella prossima stagione condurrà anche C Factor-Non ci resta che ridere...
"Quello lo guarderò con grande curiosità. Tanto, ormai, è tutto un talent. Fra un po' lo faremo uno anche per gli operatori ecologici".
C'è qualcosa che ancora non hai fatto, in tv, e che ti piacerebbe fare?
"Ci sono sempre tante idee. Il problema è che c'è sempre meno voglia di innovare. Quando propongo dei progetti passano mesi e la risposta è sempre la stessa. Io sono sempre pronto a fare qualcosa di nuovo, sperando di tornare a proporre la buona televisione con il sorriso, il rispetto per i telespettatori".
E un po' di leggerezza...
"Quella ci vuole. Non basta la satira sempre e solo su Berlusconi, io mi sarei anche rotto, se ne può fare anche a meno. Io rimpiango il sorriso e la leggerezza dei personaggi come Corrado o Vianello. La sera mi capita spesso di vedere TecheTecheTè e mi chiedo dove sia finita quell'Italia. Gli italiani ci sono sempre e hanno nostalgia di quella leggerezza".
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Intervistato da Libero a fine luglio Al Bano Carrisi aveva rivelato: "Abbiamo in programma due prime serate in onda su Rai1 il 14 e il 21 settembre, in cui canterò con i miei amici Umberto Tozzi e Toto Cutugno. Sarà un vero spettacolo".
Ma non andrà mai in onda.
Al settimanale Stop il cantante non nasconde la sua delusione: "E' una domanda che andrebbe rivolta non a me ma alla Rai. L'azienda mi ha chiamato, io ho risposto sì, poi è venuto fuori un 'ni' da parte loro perché i costi sarebbero stati troppo alti. E non dipende certo da me".
"Vorrei sapere come mai per gli altri le cose si possono sempre fare mentre per me è impossibile. Lo dico con serenità, senza voler aprire polemiche perché in Italia ce ne sono già troppe. Io sono un uomo di pace. Che ognuno faccia quel che vuole...", aggiunge.
"E' solo che in Russia quel che dicono poi fanno, qui in Italia mi fanno perdere tempo e poi all'ultimo momento dicono che i costi sarebbero alti".
Al Bano spera di essere in gara al prossimo Festival di Sanremo, che sarà ricondotto da Fabio Fazio (voto: 7), il quale lo scorso anno lo volle all'Ariston ma "solo" per consegnargli il Premio città di Sanremo. Ora l'artista di Cellino San Marco punta a ripresentare lo stesso brano del 2012, E spengo il cellulare, scritto da Depsa.
Per lui in tv prevista anche la partecipazione al tormentato programma Mission, in onda su Rai1 mercoledì 4 e 11 dicembre in prima serata. Il suo desiderio è di rimanere a contatto per almeno una settimana con le popolazioni africane e di condividere l'esperienza con le figlie Cristel e Romina jr. Polemiche televisive permettendo.
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Come spegnere gli entusiasmi di una donna nell'arco di dieci giorni (il tutto tramite dichiarazioni affidate alla stampa).
È quanto è riuscito a fare Al Bano, il cantante pugliese che regolarmente è ospite al Festival di Sanremo per ricordarci quanto sia bella e sana la canzone italiana.
La (s)fortunata è invece Loredana Lecciso, showgirl e reginetta del trash televisivo, compagna da lunga data dell'ugola d'oro tricolore, da cui ha avuto i due figli Yasmine e Albano junior detto Bido. Ma sopratutto la Lecciso è l'eterna promessa sposa illusa dalle promesse di matrimonio del suo partner:
"Nonostante le tempeste violente che è riuscita a creare in passato le va dato il grande merito di essere riuscita a tenere presente la traiettoria della famiglia. Gliel'ho chiesto 13 anni fa [di sposarla, NdR], poi qualcosa è andato storto. Ma ora i nostri figli sono grandi, voglio che siano sereni, che abbiano una famiglia regolare. È il momento di riordinare le cose"
In queste ultime ore però è arrivata la smentita, o almeno il deciso temporeggiamento dell'artista, che forse si è visto con la cappio alla gola e ha cercato una via di fuga. Il tutto naturalmente celato da un discorso posato pregno di saggezza contadina:
"Mi trovo, grazie a Dio, in una condizione di normalità. Quando si conosce la normalità è una gioia viaggiare su una barca che non può avere scossoni. E in questa fase di normalità rientra un passaggio di vita come il matrimonio.
Credo che i passi giusti vadano sempre ponderati e rispettati. E questo è proprio uno di quelli. Per ora non voglio dare alcuna collocazione temporale al mio matrimonio con Loredana: magari succederà domani o tra un mese oppure tra un anno. Non è una scelta che ho maturato dopo aver compiuto i miei settant'anni, direi piuttosto che si tratti di naturali eventi. Ma l'ho detto a chiare lettere che non ho una data fissata da comunicare."
Loredana, riponi quella bottiglia di champagne in frigo. Ma c'è qualcun'altro che sta esultando, invece...
Foto: Getty Images
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